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La Pace necessaria

Attraverso il dialogo tra gli autori presenti in sala, si parlerà di guerre da diverse prospettive: l’esperienza diretta in zone di guerra, l’analisi politico-economica, l’educazione nonviolenta e antimilitarista – per riaffermare l’urgenza e la necessità della Pace
Discussione sui libri:
- Nico Piro, Maledetti pacifisti. Come difendersi dal marketing della guerra, People, Busto Arsizio (VA) 2023
«Non sono un medico, non sono un politico, sono un giornalista. Il mio pezzettino, la mia gocciolina, è provare a raccontare la guerra per quello che è: merda, sangue, morte e dolore».
Nico Piro, inviato di guerra per il Tg3, racconta il conflitto da una posizione per lui insolita: dal 2019 non può più entrare in Ucraina e quindi, da Mosca, ragiona e scrive in queste pagine, con penna affilata, sulla vendita del “prodotto guerra” da parte dei politici e del loro apparato mediatico, disperatamente impegnati a piazzare il conflitto a un’opinione pubblica che non ne vuole sapere nulla ed è schierata – lo dicono i sondaggi – con la pace.
Di fronte alla violenza verbale degli opinionisti con l’elmetto, al sorgere di un pensiero unico bellicista, lo scopo di questo pamphlet è smontare la narrazione delle guerra che ci stanno spacciando come male necessario dall’alto valore morale.
- Nico Piro, Se vuoi la pace, conosci la guerra, Harper&Collins, Milano 2024
Con che cosa si fa?
Perché?
A chi conviene?
Ma se è la cosa più brutta che c’è, perché gli esseri umani continuano a combattere fra loro?
Nico Piro, che di guerre ne ha viste tante perché di mestiere fa l’inviato speciale del TG3, ha provato a rispondere a queste domande (e a molte altre ancora) per aiutare ragazzi e ragazze, ma anche parenti e insegnanti, a capire meglio quello che succede nel mondo e di cui tanto sentiamo parlare ogni giorno.
E per dare a tutti noi gli strumenti che ci permetteranno, nel nostro piccolo, di diffondere sempre di più la cultura della pace. La pace, che è l’unica salvezza per il mondo.
- Giorgio Monestarolo, Ucraina, Europa, mondo. Guerra e lotta per l’egemonia mondiale, Asterios Editore, Trieste 2024
La NATO, gli USA e l’Unione Europea sono sempre più coinvolte nella guerra tra l’Ucraina e la Russia.
Oggi l’Ucraina non combatte per la sua integrità territoriale, qualsiasi cosa vogliano mai dire questi termini, in uno spazio che è costitutivamente plurietnico e plurilinguistico.
Oggi l’Ucraina è una pedina di un gioco molto più grande di lei. La guerra iniziata nel 2022 non appare destinata a finire in tempi brevi e, anzi, sembra sempre di più il laboratorio per un insieme di guerre e conflitti che dalla scala regionale possono assurgere a una dimensione allargata, addirittura mondiale.
Dietro il conflitto interno tra la maggioranza nazionalista ucraina e la minoranza autonomista russofona si agitano altri e più profondi scenari.
- Comprendere i conflitti, educare alla pace, Atti del I Convegno dell’Osservatorio contro la militarizzazione della scuola e dell’Università, Aracne, Roma 2024
Gli atti pubblicati in questo volume raccolgono i contributi del Convegno Nazionale di formazione e aggiornamento per il personale scolastico che l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, in collaborazione con l’Associazione Per la Scuola della Repubblica OdV e altre organizzazioni sindacali, ha organizzato a Roma il 10 maggio 2024 dal titolo La scuola va alla guerra? Comprendere i conflitti, educare alla pace.L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ha nei suoi principi fondativi quello di contrastare la presenza dei militari all’interno delle scuole e del complesso militar-industriale all’interno delle università. Si tratta di contrastare, in linea generale, quella che viene chiamata con orgoglio la “Cultura della Difesa”, ma che, in fondo, non è che una dilagante retorica ideologica funzionale a presentare sempre il lato buonista dell’opera dei militari, i quali sarebbero costantemente al servizio della cittadinanza, portatori di valori “sani” come la Patria e il sacrificio per essa, tutti valori ben radicati nella cultura patriarcale, di cui gli eserciti in armi sono una delle maggiori espressioni.
Da anni, con protocolli d’Intesa tra Ministero dell’Istruzione e della Difesa, le Forze Armate e le Forze di Polizia, sostituendosi alle/ai docenti, entrano nelle scuole in qualità di “formatori” tenendo lezioni su vari argomenti (dall’inglese affidato a militari USA a tematiche inerenti legalità e violenza di genere, uso di droghe, bullismo…); accolgono tantissimi alunni e alunne impegnati nei PCTO, organizzano visite a basi militari o caserme.
Tali attività nascondono il vero scopo degli apparati militari, ovvero il tentativo di “normalizzare” la guerra, e il sostegno ai gruppi economici dell’industria degli armamenti.
Coordina Franca Mangiameli di EMERGENCY.
